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Riparazione chirurgica della rottura del tendine di Achille

Il tendine di Achille è la struttura fibrosa più robusta del corpo umano, fondamentale per il movimento e la deambulazione. Nonostante la sua forza, può essere soggetto a rotture traumatiche, un evento che colpisce frequentemente gli atleti, ma anche individui che praticano attività fisica in modo occasionale. Quando si verifica una rottura completa, l'intervento chirurgico rappresenta spesso la soluzione d'elezione per ripristinare la funzionalità della caviglia e permettere un ritorno sicuro alle attività quotidiane e sportive.

Le cause principali della rottura del tendine di Achille

La rottura del tendine di Achille avviene solitamente in seguito a una contrazione improvvisa e violenta del muscolo del polpaccio (tricipite surale). Questo può capitare durante uno scatto, un salto o un atterraggio brusco. Spesso, l'infortunio colpisce tendini che presentano già una micro-degenerazione silente, causata da microtraumi ripetuti, sovraccarichi funzionali o, in alcuni casi, dall'uso prolungato di determinati farmaci che possono indebolire le fibre collagene. La sensazione descritta dai pazienti è quella di un colpo secco nella parte posteriore della caviglia, seguito dall'impossibilità di camminare correttamente o di sollevarsi sulle punte dei piedi.

Tecniche di riparazione chirurgica

L'obiettivo principale della chirurgia è riavvicinare i due lembi del tendine lacerato e stabilizzarli per favorire la corretta cicatrizzazione. Esistono diverse tecniche chirurgiche, che variano in base alla gravità della lesione e alle caratteristiche del paziente:

  • Chirurgia a cielo aperto: prevede un'incisione longitudinale che permette al chirurgo di visualizzare direttamente il tendine e procedere a una sutura robusta dei due capi.
  • Tecnica mini-invasiva: attraverso piccole incisioni cutanee, il chirurgo utilizza strumenti specifici per passare i fili di sutura, riducendo le dimensioni della cicatrice e il rischio di complicazioni cutanee.
  • Riparazione con rinforzo: in casi di lesioni croniche o tessuti particolarmente degradati, possono essere utilizzati lembi di tessuto vicini per rinforzare la zona della sutura.

Il ruolo delle cellule staminali e dei fattori di crescita

Negli ultimi anni, la medicina rigenerativa ha introdotto innovazioni significative nel trattamento delle lesioni tendinee. L'integrazione di terapie cellulari durante l'intervento chirurgico può accelerare il processo di guarigione. L'utilizzo di concentrati piastrinici (PRP) o di cellule staminali mesenchimali permette di veicolare fattori di crescita direttamente nel sito della lesione. Questi elementi stimolano la proliferazione cellulare e la produzione di nuovo collagene, migliorando la qualità biomeccanica del tendine riparato e riducendo potenzialmente i tempi di recupero e il rischio di recidive.

Riabilitazione e recupero post-operatorio

Il successo dell'intervento chirurgico dipende in larga misura dal percorso riabilitativo che segue. Dopo una fase iniziale di immobilizzazione, necessaria per proteggere la sutura, si passa gradualmente alla mobilizzazione assistita. La fisioterapia mira a recuperare l'articolarità della caviglia e a rinforzare la muscolatura del polpaccio, che tende ad atrofizzarsi rapidamente dopo l'infortunio. Il ritorno alle attività sportive agonistiche richiede solitamente un periodo che varia dai 6 ai 9 mesi, a seconda della risposta individuale del paziente.

Supporto nutraceutico per la salute tendinea

Accanto alla chirurgia e alla fisioterapia, un corretto approccio nutrizionale e l'uso di nutraceutici specifici possono fare la differenza. L'integrazione di collagene idrolizzato, vitamina C, aminoacidi essenziali e acidi grassi omega-3 supporta la sintesi proteica e aiuta a modulare l'infiammazione. Questi nutrienti forniscono i mattoni fondamentali per la rigenerazione del tessuto connettivo, contribuendo a mantenere il tendine elastico e resistente nel lungo periodo. Un organismo ben nutrito risponde meglio agli stimoli biologici indotti dalla chirurgia e dalla riabilitazione fisica.